In un tempo di esilio e disorientamento, il profeta Ezechiele alza la voce con immagini che sfidano ogni logica, ogni confine, ogni convenzione. Profeta del confine e dell'estasi, sacerdote senza Tempio, veggente tra le rovine, Ezechiele non solo parla: vede, agisce, costruisce. Il suo libro è un viaggio attraverso le soglie del linguaggio e dell'immaginazione, dal crollo alla ricostruzione, dalla morte alla resurrezione, dalla dispersione alla presenza. Questo volume esplora le profondità di un testo tra i più complessi e visionari della Bibbia ebraica. Dalle creature del Carro celeste alle ossa aride che tornano a vivere, dalla denuncia dei pastori infedeli alla promessa del nasi messianico, il pensiero di Ezechiele si snoda tra giudizio e speranza, simbolo e storia, corpo e spirito. La sua parola, apparentemente remota, continua a interrogare il nostro presente: cosa significa vedere Dio nel disordine? Quale forma può assumere la restaurazione? Dove dimora la gloria in un mondo senza centro? Collocato tra il volume su Geremia e quello sui Salmi nella collana Tanakhica, questo dodicesimo contributo non solo interpreta un testo, ma offre uno sguardo sul mistero della profezia come atto di visione radicale. Un'opera che parla al cuore della crisi, ma anche della possibilità. Una guida per chi non cerca certezze, ma verità che sfidano. Un invito a salire sul Carro.