Clìstèros, il protagonista del racconto, è un giovane Calcidese dell'ottavo secolo a.C., scavezzacollo, frequentatore di bische e bettole varie, nonché irriducibile rubacuori, che è costretto da una serie di eventi, originati più o meno inconsapevolmente proprio da lui stesso, a fuggire con tutta la sua famiglia dalla sua Calcide fino a naufragare, pochi giorni prima del Solstizio d'Estate dell'anno 735 a.C., sulla costa orientale della Sicilia, dove incontra una popolazione indigena con cui sarà costretto ad intrecciare una solida rete d'interessi comuni, di relazioni e rapporti sociali ed economici e commerciali. Gli eventi costringeranno inoltre Clìstèros a maturare velocemente e, insieme agli altri Calcidesi, a misurarsi e a interfacciarsi con le popolazioni native che nel futuro saranno completamente assorbite e grecizzate, come lo stesso Clìstèros ad un certo punto preconizza. Quei naufraghi comprenderanno improvvisamente che gli Dei, la Sorte, il Fato o il Destino, o semplicemente il Caso, gli stavano offrendo una formidabile circostanza per soddisfare la loro fame di superfici fertili, di minerali, di materiali, di cibo e di risorse in generale. Clìstèros e i suoi Calcidesi decideranno alla fine infatti di stabilirsi in quella zona della Sicilia in maniera permanente e di costruire un insediamento che, grazie alla generosità della nuova terra e al rapporto simbiotico con gli indigeni, diverrà la prima colonia strutturata dei Greci in Sicilia. Ma negli eventi rocamboleschi del viaggio e del forzato espatrio di Clìstèros non mancano i tratti distintivi che portarono al successo di quella migrazione dalla Grecia alla Sicilia: il pragmatismo, la mancanza di scrupoli e la capacità di ordire intrighi e realizzare compromessi, l'ingegnosità, la laicità e la scaltrezza con la quale innestarono la loro cultura nel formidabile humus offerto loro da quelle nuove terre. La trama del racconto ricostruisce, in maniera fantasiosa e romanzata, la nascita della Magna Grecia che ha dato vita ad un fenomeno storico, economico, tecnologico e soprattutto culturale, che ha permeato per sempre il futuro pensiero occidentale. Perché Roma, da lì a poche centinaia di anni, avrebbe assorbito completamente gli Dei, i Miti, la cultura e le passioni dei Greci facendole proprie, trasformandole, ingigantendole e poi esportandole nello spazio e nel tempo. Un evento cardine della Storia dell'Umanità e che fonda il proprio successo su due elementi che caratterizzeranno fortemente il pensiero Occidentale: la libertà individuale e la capacità di liberare il genio e le idee che sono insite nella natura umana. Insomma, è stata la successione degli eventi determinata dalle peripezie di Clìstèros che ha cambiato, per fortuna in meglio, il destino della Civiltà occidentale.